Federalismo e Sanità: aspetti economici ed organizzativi
Si dice comunemente che il S.S.N. ed i diversi S.S.R. siano squilibrati (non in equilibrio) dal punto di vista economico-finanziario ed organizzativo.
E’ proprio così? La risposta è scontata ma non è scontata la soluzione del problema.
Analizziamo alcuni aspetti:
Squilibrio Economico e Squilibrio Organizzativo .
Lo Squilibrio Economico è legato a diverse variabili (almeno 5):
- cronico sottofinanziamento SSN (6,3% del PIL 2005);
- cronico aumento della spesa, rincorsa in ritardo (3-4 anni) dai finanziamenti (da 81 miliardi di euro per il 2004 ad 88 miliardi di euro per il 2005) che tamponano – in ritardo – gli splafonamenti annuali. E’ storia recente: dal patto dell’8/8/01 all’Agosto 2004, tra Stato e Regioni si è creato un gap finanziario di almeno 16.000 miliardi delle vecchie lire, non colmato dal recente accordo.
- Il cronico aumento delle richieste sanitarie non compresso né comprimibile da tickets parziali. L’abuso di prestazioni sanitarie improprie può essere regolamentato o solo con un ticket diffuso su tutto (ricoveri inclusi) o con lo shock dell’indiretta, da cui andrebbero esclusi solo gli indigenti.
- Il rifiuto della politica (europea e nazionale) ad affrontare il "problema sanità" in modo strutturale ed organico.
- I danni del federalismo sanitario incompleto con aggravamento delle "iniquità sanitarie".
IL FSN 2005 (88,250 miliardi di euro = 6,3% del PIL; + 8,43% rispetto al 2004) non sarà sufficiente a coprire i costi sanitari del 2005. Dal 1995 al 2005 il finanziamento è stato sempre inferiore alla spesa:
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Euro (mld) |
1995 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
|
Finanziamento |
47.427 |
66.945 |
75.601 |
79.576 |
81.385 |
88.250 |
90.014 |
|
Spesa |
48.465 |
70.173 |
78.611 |
81.324 |
89.650 |
91.548 |
? |
I dati sono tratti dalle finanziarie e dal DPEF 2005-2008.
In 11 anni il finanziamento è aumentato dell’86% (+ 16,9% annuo) ma la spesa è cresciuta di più (+88,8%; ovvero + 17,1% annuo). Non solo ma, come subito dopo il patto dell’8/8/01, le Regioni dicono che il FSN 2005 è sottostimato di almeno 3 miliardi di euro, legati : a) ai rinnovi contrattuali e b) + c) ad altri fattori:
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CONTRATTO DIRIGENZA |
CONTRATTO CONVENZIONATA |
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2002-2003 |
905 milioni |
425 milioni |
|
2004-2005 |
700 milioni |
120 milioni |
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Totale |
1605 milioni |
545 milioni |
a) i rinnovi contrattuali (1605+545) = 2150 milioni
di euro, il consuntivo 2004 = 910 milioni
Se nel 1995-1999 si potevano ipotizzare risparmi legati alla riduzione dei letti ospedalieri ed all’applicazione dei LEA, oggi l’illusione che la spesa possa essere contenuta controllando il territorio è svanita.
Certo è svanita, con "queste regole" attuali.
LA FINANZIARIA 2005 vincola
- l’AIFA al rispetto del tetto di spesa;
- i DG a mantenere l’equilibrio economico-finanziario delle ASL/AO/Policlinici ed IRCCS, pena la loro rimozione.
Prevede inoltre:
- la diffida (entro il 30/04/05) di Berlusconi al Presidente della Regione in rosso a nominare un Commissario ad ACTA;
- il blocco dei "maggiori finanziamenti 2006/2007" ed un progetto triennale di recupero.
Funzioneranno queste misure ?
No, come non hanno funzionato le regole del D.Lgs 502/92 e del D.Lgs. 229/99 (Art. 3-bis, c.7…
"in caso di grave disavanzo, la Regione risolve il contratto del DG, dichiarandone la decadenza e provvede alla sua sostituzione".
Ministro Sirchia, quanti DG sono stati sollevati dall’incarico, nel 2004, per i buchi del 2002-2003?
Ma, spesso, i DG sono capri espiatori.
→ di una Regione che non sa programmare (PSR);
→ di una Regione che non applica le regole nazionali;
→ di una Regione non sfrutta l’autonomia regionale
→ di una Regione che non ha Scelte Sanitarie Congrue;
→ di Comunità Locali Retrive.
Ho parlato di REGIONI e di COMUNITA’ LOCALI ma anche il GOVERNO NAZIONALE ha le sue colpe. La Sanità non può basarsi sui LEA teorici ma deve poggiare su DATI REALI, che in Italia scarseggiano ancora.
Occorre conoscere l’IMPATTO delle SINGOLE PATOLOGIE sulla SPESA SANITARIA NAZIONALE, se si vuole realmente programmare la Sanità del 2005-2015.
Secondo THORPE (Università di Atlanta) il 4% delle malattie (15 su 370 censite) assorbe il 56% degli aumenti sanitari USA (da 313 a 628 miliardi di dollari, anni 1987-2000).
Anzi il 31% di essi è attribuibile a sole 5 malattie.
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Aumento %
per caso trattato |
Aumento della prevalenza |
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MALATTIE CARDIOVASC. |
68.8 |
1.1% |
|
MALATTIE POLMONARI |
37.5 |
41.9 |
|
DISTURBI MENTALI |
21.1 |
59.2 |
|
CANCRO |
41.9 |
27.2 |
|
IPERTENSIONE |
59.8 |
18.9 |
|
TRAUMI |
169.1 |
-108.5 (!) |
|
MALATTIE CEREBRO VASC. |
20.8 |
60.3 |
|
ARTRITE |
44.3 |
31.6 |
|
DIABETE |
23.6 |
49.8 |
|
PATOL.COLONNA |
21.7 |
52.6 |
|
MALATTIE DERMAT. |
54.8 |
22.0 |
|
POLMONITE |
93.8 |
-18.4 |
|
MALATTIE INFETTIVE |
95.3 |
- 17.5 |
|
MALATTIE ENDOCRINE |
28.8 |
43.4 |
|
MALATTIE RENALI |
8.8 |
55.8 |
Ragionare per costo/caso trattato e per prevalenza consentirebbe di programmare in modo adeguato la spesa sanitaria futura.
L’aumento dei costi sanitario non è solo dovuto alle nuove tecnologie mediche ma anche ad altri elementi, più o meno scontati:
- l’invecchiamento;
- la cronicizzazione delle patologie;
- le risorse impiegate per singola patologia (costo per singolo caso);
- le patologie emergenti.
Alcuni individui costano più di altri. Non mi chiedo se ne valga la pena, perché la salute è sacra, anche per il PIL!
Ma se è vero (come è vero) che la SPESA GLOBALE dipende dalla CONDIZIONE CLINICA, allora occorre modificare l’approccio e puntare a PREVENIRE ed a CURARE "in modo globale "le 15 tipologie più costose e con maggior prevalenza".
Questa è la visione di un economista ma anche di qualche clinico, se è vero – come è vero – che il mio sindacato, da circa 10 anni, va ripetendo (inutilmente) che il 1° dovere del SSN è quello di garantire ai cittadini la totale copertura (GRATUITA) delle malattie croniche maggiormente invalidanti, malattie da identificarsi sulla base della loro prevalenza. Difficile da farsi? No, solo si consideri che le 15 potrebbero essere ulteriormente raggruppate:
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COSTI GLOBALI ATTUALI |
COSTI DELLA PREVALENZA |
(USA, MILIARDI DI DOLLARI) |
|
CARDIOVASCOLARI |
ALTI |
1.1% |
26.228 |
|
MALATTIE CEREBROVASC. E MENTALI |
ALTI |
59.7% |
35.581 |
|
MALATTIE RENALI |
BASSI |
55.8 |
3.231 |
|
DIABETE |
ALTI |
49.8 |
9.626 |
|
IPERTENSIONE |
ALTI |
18.9 (?) |
15.385 |
|
MALATTIE ENDOCRINE |
BASSI ? |
43.4 |
5.029 |
|
PATOL.OSEE |
MEDI |
52.6 |
9.486 |
|
MALATTIE POLM. |
ALTI |
41.9 |
24.792 |
|
CANCRO |
ALTI |
27.4 |
17.734 |
3. 4. 5. 6 . potrebbero essere raggruppate (33.271/628,000 miliardi di dollari = 5,29% del totale).
In definitiva il S.S.N. dovrebbe finanziare le funzioni (patologie) e non il numero degli abitanti (sani e malati). Si dovrebbe, cioè, ragionare per patologie (e costo della patologia) e non per quota capitaria, più o meno "corretta". E ciò, in tutte le strutture sanitarie: ASL, AULSS, IRCCS che siano. La singola Regione dovrebbe finanziare, struttura per struttura, le singole patologie.
Come? Dividendo (ad esempio) il 100% del finanziamento in una quota prioritaria (70%) da destinare alle patologie croniche realmente prevalenti ed in una quota accessoria (30%) per ulteriori prestazioni, da definire regionalmente e relative alle minori criticità e/o all’acuzie ovvero all’organizzazione generale.
In una ipotetica "griglia" di distribuzione delle risorse si potrebbe attribuire ai 9 gruppi sopra identificati un valore iniziale pari al 55% delle risorse (6,11Í 9 = 55) destinando il residuo 15% alle oltre 360 patologie minori censite (negli USA).
Il sistema andrebbe poi adattato modificando la spesa storica in base alle prevalenze "più elevate", in modo da coprire il costo economico delle patologie emergenti :
- cerebrovascolari e mentali (incidenza = 59.7%),
- malattie renali (55.8%),
- patologie ossee (52.6%),
- diabete (49.8%),
- malattie endocrine (43.4%).
In questo modo, si farebbe chiarezza. Evitando di destinare ulteriori, inutili, risorse a settori con stabilità di spesa o con riduzione della spesa (malattie infettive, traumi (sic!); malattie dermatologiche, etc.).
Il PROGETTO, insomma, si basa su una FINALIZZAZIONE della SPESA, articolata sul valore storico e sul suo adeguamento prospettico, legato alla prevalenza.
CONCLUDENDO
Se si vuole evitare che la spesa sanitaria, in 10 anni, raggiunga il 13,5% del PIL (come è successo negli USA: 15% del PIL nel 2000 versus 10% del PIL 10-12 anni prima), occorre che la politica decida di cambiare l’impostazione della tipologia della spesa.
Fonti autorevoli (Economist, Luglio 2004) testimoniamo che il controllo della spesa (qualunque sia il metodo usato) è destinato a fallire: "Ogni successo iniziale è stato alla fine vanificato dal permanere di sprechi nel sistema".
Le esperienze francesi (1990), canadesi, svedesi ed inglesi testimoniano la verità dell’assunto. Per non parlare di quella statunitense (1983) basata sui DRG. Che hanno funzionato per un po’: finché "gli ospedali" non hanno capito come "taroccare" i DRG. E così, negli USA, dal 1990 al 2000 la spesa sanitaria è cresciuta più del PIL.
E, negli USA, i DRG serviranno per il finanziamento del sistema mentre, nelle AULSS italiane, servono solo come "finanziamento virtuale" e come "controllo reale". Comunque, controllo inefficace.
Si può continuare così?.
[1] Presidente Nazionale CIMO-ASMD
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