Le fosse di Katyn sono uno dei più terribili misfatti dei sovietici nonché una delle più tragiche omertà della Sinistra occidentale.
Nel 1940, 3500 ufficiali dell’esercito polacco furono fucilati dall’Armata Rossa e sepolti nelle fosse comuni di Katyn; i loro parenti (15.000 persone) deportati e dispersi nell’immenso impero sovietico.
Così si voleva distruggere la futura classe dirigente e demolire la borghesia polacca.
Una vera e propria "pulizia di classe"; infatti a Katyn si devono aggiungere le deportazioni di 140 mila contadini benestanti e di 70 mila ebrei.
La terribile sintesi è che 500 mila polacchi furono deportati nei Gulag.
Inoltre Stalin, nella sua vasta opera di disinformazione, gettò l’ombra di questo genocidio sui nazisti.
E per 50 anni la Sinistra italiana difese strenuamente la "vulgata" di Stalin.
Poi ci fu il 1989, l’implosione dell’URSS, l’apertura degli archivi di Mosca; e la terribile verità venne a galla.
Ma la Sinistra filomarxista in Italia ha continuato nella sua opera di manipolazione della memoria storica.
E forse, come per i Gulag, tra qualche decennio, gli ex comunisti faranno un mesto viaggio a Katyn, accompagnati da logorree retoriche.
Però ora, un fatto concreto dimostra in modo allarmante i ritardi della Sinistra italiana.
Andrezej Wajda, il padre del cinema polacco, ha prodotto un film sulla tragedia di Katyn, che ha registrato un enorme successo di pubblico e di critica in tutto l’Occidente.
Un capolavoro bellissimo, privo di retorica e di odi, una dolorosa resa dei conti con il passato, le radici e l’orgoglio di un popolo; film drammatico e potente, rigorosamente fedele alla verità storica; documento rigoroso e limpido sulle ideologie e sul male oscuro del XX secolo.
In effetti il massacro di Katyn è il simbolo dell’unica natura totalitaria che animò Mosca e Berlino; frutto terribile dell’alleanza tra due totalitarismi, mette in luce soprattutto la logica della "pulizia di classe" (speculare alla "pulizia etnica" dei nazisti), che connota tutta la esperienza sovietica nei rapporti coi territori occupati.
Però il film è stato rifiutato dalla Mostra del cinema di Venezia nel 2007, un nuovo esempio di omertà, di manipolazione della memoria storica; ora sta girando, tra mille intoppi, silenzi, boicottaggi, nelle sale italiane.
Quindi, diventa doveroso mobilitarsi ed impegnarsi presso tutti i nostri circoli culturali perché questa splendida lezione di verità storica aiuti gli italiani a capire il terribile passato dell’Europa e le tragedie delle ideologie totalitarie.
On. Gianstefano Frigerio
European People’s Party
Political Bureau
Bruxelles
|